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VIAMAL*20CPR RIV 500MG

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COD: 1088210 Categoria: Product ID: 89294

Descrizione

AVVERTENZE
L’assunzione del prodotto per via orale deve avvenire a stomaco pieno. Viamal 375 mg compresse rivestite e Viamal “500” 500 mg compresse rivestite contengono saccarosio: di cio’ si tenga conto in pazienti diabetici ed in pazienti che seguono regimi dietetici ipocalorici. Dopo tre giorni di impiego alla dose massima o dopo cinque giorni di impiego continuativo, consultare il medico. Questa specialita’ medicinale non deve essere utilizzata nei bambini e nei ragazzi di eta’ inferiore a 16 anni. I soggetti di eta’ superiore ai 70 anni di eta’, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico. Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. L’impiego pre-operatorio puo’ ostacolare l’emostasi intraoperatoria. L’impiego di alte dosi e/o per lungo tempo va effettuato sotto controllo medico. Il medicinale non e’ controindicato per i soggetti affetti da malattia celiaca.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Altro anelgesico ed antipiretico.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
L’uso di questo medicinale e’ controindicato nei bambini e nei ragazzi di eta’ inferiore a sedici anni. Gastropatie (es. ulcera gastro-duodenale). Ipersensibilita’ all’acido acetilsalicilico, ai salicilati ed agli altri componenti del prodotto. Tendenza accertata alle emorragie. Asma. Insufficienza renale. Ultimo trimestre della gravidanza. Dose > 100 mg/die durante il terzo trimestre di gravidanza.
EFFETTI INDESIDERATI
Per la presenza dell’acido acetilsalicilico, nel corso di trattamento con alte dosi, possono manifestarsi, per lo piu’ in pazienti sensibili, disturbi a livello gastrico. In casi del tutto sporadici e in pazienti predisposti si possono verificare episodi gastroenterici emorragici; raramente possono aversi reazioni di ipersensibilita’, quali spasmi bronchiali, manifestazioni cutanee, disturbi oto-vestibolari (ronzii) e, in casi estremamente rari, riduzione delle piastrine (trombocitopenia) e ritardo di parto. Per la presenza della caffeina, in soggetti ipersensibili, potrebbe manifestarsi una sindrome da iperstimolazione (nausea-vomito-ronzii-eccitazione-insonnia-tremori-tachicardia-extrasistoli-scotoma).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: basse dosi (fino a 100 mg/die). Gli studi clinici indicano che le dosi fino a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico. Dosi di 100-500 mg/die: ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio. Dosi di 500 mg/die e oltre: l’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache era aumentato da meno dell’1%, fino a circa l’1,5 %. E’ stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita’ embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’ stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se l’acido acetilsalicilico e’ usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu’ basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo’ progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico alle dosi > 100 mg/die e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Per l’uso in gravidanza consultare il medico.
INDICAZIONI
Mal di testa, nevralgie, mal di denti, dolori mestruali, trattamento sintomatico dell’emicrania, degli stati febbrili e delle sindromi influenzali.
INTERAZIONI
L’assunzione di alcalinizzanti (ad es. bicarbonati) puo’ determinare l’accelerazione dell’escrezione dei salicilati, riducendone l’efficacia terapeutica. La somministrazione contemporanea di probenecid o di acetazolamide, invece, ne riduce l’escrezione, facilitandone l’accumulo nel sangue. Il farmaco puo’ interagire con anticoagulanti, uricosurici, sulfaniluree, ipoglicemizzanti. L’impiego preoperatorio puo’ ostacolare l’emostasi intraoperatoria. I sali di alluminio possono formare con le tetracicline dei complessi insolubili che talora riducono l’assorbimento e la attivita’ di tali antibiotici.
POSOLOGIA
Una compressa rivestita o una compressa pro dose, fino a 4 volte al giorno. L’assunzione delle compresse e delle compresse rivestite deve avvenire a stomaco pieno, con mezzo bicchiere d’acqua o altro liquido. Le compresse possono essere sciolte in acqua.

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